cervelli in fuga

CERVELLI IN FUGA- il sito dei giovani professionisti italiani all' estero

Cari lettori,

Ancora una volta mi rivolgo a voi per ricevere opinioni su un dibattito che ha animato una cena tra connazionali nella Big Apple: che vantaggi ci ha dato la scuola italiana e in che modo ci ha resi competitivi nel mercato internazionale ?

Se mi avessero fatto questa domanda dieci anni fa all’inizio della mia carriera, avrei ripensato ai lunghi pomeriggi passati a memorizzare le declinazioni Greche e Latine, che odiavo profondamente nonostante avessi la media del nove, e avrei risposto: “un grande senso di disciplina, pazienza e spirito di sacrificio!” . Tutte qualità che mi sono servite giacché ,quando ho cominciato come analista finanziario, passavo la mia vita a controllare i dati in un mostruoso foglio Excel!
Ma ora mi ritrovo in un ruolo professionale che richiede saper motivare le persone e vedere la “Big Picture”, in altre parole, saper valutare come temi fondamentali e fra loro diversi quali l’ambiente e i cambiamenti demografici possono influire sulla realtà odierna e futura del business . E vedo i miei anni al Liceo Classico in una nuova luce. L’educazione umanistica mi ha insegnato proprio a vedere la Big Picture, mi ha dato una struttura mentale che mi aiuta a mettere insieme i pezzi e risolvere i problemi: come diceva Platone, “chi è capace di vedere l’intero è filosofo, chi no, no!”

La scuola che ha formato la sottoscritta e molti degli altri commensali è il Liceo di venti anni fa e dal Nuovo Continente ci chiediamo in che misura la scuola italiana di oggi sia simile a quella dei nostri ricordi e come i cambiamenti abbiamo inciso sulla competitività internazionale dello individuo che la scuola forma. Quindi, lettori senza capelli bianchi (beati voi!) ,questa domanda è soprattutto rivolta a voi che siete i prodotti della scuola “made in Italy” del nuovo millennio...

Un saluto

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Risposte a questa discussione

se vogliamo osservare questo dibattitto dal punto di vista "presente"
la scuola non offre nulla di certo!
essendo una studentessa (ancora), mi meraviglio! come mi ripete sempre mia madre....."la scuola non offre più un istruzione molto basilare"..ed ha ragione.

ogni volta che mi presento alle porte di quel "maledetto liceo", mi domando perchè sn lì, pur avendo capito che la scuola non può essere definita una fonte di vera sagezza. non credo che ai vostri tempi ci fossero persone che se ne stavano in giro, fumando per i corridoi, perchè i professori li avevano cacciati!!! non penso che ai vostri tempi c'era chi si faceva "le unghie" mentre la professoressa spiegava!
il modo per definire la scuola italiana è il seguente=
Lo zoo di tutta l'europa

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Innanzitutto, grazie per questa prospettiva da vero insider che ci offri sul Liceo versione 2008.
Nel blog "salve a tutti", dici che il tuo sogno e' diventare un giorno ministro della educazione (sogno per il quale ti faccio un grosso e sincero: in bocca al lupo!); e se tu fossi oggi il ministro, quali sono le cose che cambieresti come assoluta ed immediata priorita'?

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Cara Simona,

condivido con te l'idea della "Big Picture" che io traduco come la capicta' di astrarre i diversi problemi portandoli ad un livello dove e' possibile applicare tutta la teoria e la scienza di cui si e' padroni.

Personalmente mi ritengo fortunato ad avere frequentato l'Universita' negli ultimi anni del semi-vecchio ordinamento (quello a semestri). Dal 2002 al 2007 sono stato "assistente" (=dottorato prima e borsista poi) al Dip. di Ingegneria Industriale dell' Univ. di Parma e ho visto un progressivo tangibile peggioramento del sistema (passando al famoso 3+2), dal punto di vista dei programmi e del sistema in generale.

Non per niente innumerevoli corsi di laurea sono nati come funghi e troppa liberta' e' stata lasciata agli studenti nella scelta dei corsi. Se io sono uno studente cosa faccio se devo scegliere tra un corso interessante con un prof che sega meta degli studenti e un corso semi-interessante dove il 30 e' assicurato?

Praticamente i prof "furbetti" hanno cominciato a promuovere tutti e a mascherare i propri corsi (cambiandone solo il nome, ma non la sostanza) e proponendoli a molti corsi di laurea col risultato di avere un boom di adesioni.... A scapito dei prof onesti che ancora cercavano di inculcare una educazione "vecchio stampo".

Pero' quello che ho notato e' stata anche una crescente arroganza da parte degli studenti. Io quando ero studente (e penso anche te) se sapevo di non essere pronto per un esame lo posticipavo. Non mi sarei mai sognato di presentarmi ad un esame senza avere aperto un libro! Gli studenti di oggi invece si presentano agli esami chiaramente impreparati e pretendono di essere trattati come dei principi: ho visto scene incredibili di gente ignorante (nel senso proprio della parola) rifiutare dei 18-20 e pretendere un 24 o un 26..... cose da pazzi!

Un saluto

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Gentile Germano, ciò che dici concorda con la mia esperienza.
Anche io sono una delle ultime ad avere frequentato l'università con il vecchio caro ordinamento. Pur non avendo più frequentato l'università successivamente al conseguimento della laurea, mi ritrovo a conoscerne sviluppi e dinamiche tramite care amiche, attualmente assistenti ad alcune cattedre. Ciò che mi riferiscono è veramente qualcosa di incredibile: ignoranza dilagante, voti regalati per promuovere corsi, atteggiamenti di grande superiorità anche nei confronti dei docenti.
Mi giungono voci anche relativamente alla scuola superiore, essendo mia cugina insegnante di diritto. E' verò, anche quando io frequentavo il liceo (scientifico) c'era gente che fumava, gente menefreghista...Ma quanto mi viene raccontato ora supera ogni immaginazione. La cosa più tragica, a mio parere, non sono gli alunni e il loro disinteresse per la cultura, quanto piuttosto i genitori di questi alunni che si scagliano contro gli insegnanti per aver dato un voto basso, una nota ecc. al loro piccolo bambino.
Vi assicuro che alcuni racconti sono inascoltabili.
Lieta di avere superato tra mille difficoltà il mio percorso di studi che, a mio parere, non sfigura con quello estero.
Saluti.

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Gentile Simona,
come insegnante liceale di filosofia, apprezzo molto questa tua visione globale e
" platonica " del liceo italiano e dell'eredità umanistica che ti ha lasciato e che hai potuto riutilizzare in ambiti di successo professionale molto lontani dalla preparazione di base.
E' un argomento di cui parlo spesso ai miei studenti, spesso suggestionati da un visione " pragmatica" e tecnicistica del mondo e della cultura, inconsapevoli delle possibilità che la scuola italiana , pur bistrattata continuamente, ancora gli potrebbe offrire. E' un tema di cui avevo già discusso con altri " cervelli in fuga". Un paio d'anni fa lo stesso ragionamento era emerso durante un ' intervista con skype che facemmo da scuola con Anna Gatti, " venture capitalist " in california. La Gatti,ex bocconiana ed esperta di finanziamenti del'innovazione tecnologica, riconobbe il ruolo importante che la nostra formazione ha dato a lungo ai nostri studenti rendendoli molto competitivi rispetto agli studenti di formazione Usa e di altri paesi.

Un motivo importante per difendere la scuola pubblica dei " fannulloni " da chi vorrebbe ulteriormente ridimensionarne il ruolo e le prospettive.
L'intervista ad Anna Gatti si trova sul sito del " Liceo Volterra" di Ciampino all' " Archivio " ed è stata registrata da Arcoiris tv.

Ciao
Giorgio

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per ulteriori chiarimenti e precisazioni
giorgza@yahoo.it

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Ciao Giorgio...mi interessano molto le tue idee. apprezzo ciò che hai scritto...Ho scoperto che sei di Roma. Io sono laureata in Scienze Medico-Sanitarie, ma ho sempre amato la filosofia e dato che tu sei un professore mi piacerebbe approfondire questo discorso, forse anche di persona. Io sono di Casal Bernocchi...tu? Ci potremmo incontrare?

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Ciao Giorgia,

è uno scherzo dei miei beneamati alunni ?
Casal bernocchi ?
strana coincidenza........................ io sto ad Acilia !!!!!!!
ad una fermata di metro da te.
Gira, gira il pianeta, ci si ritrova sotto casa.......
Hai ricevuto e letto la mia mail ?

Fatti sentire presto

Ciao

Giorgio

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cara simona, condivido le tue parole appieno. anche io ho avuto una educazione di tipo umanistico e seppure odiata all'epoca me la ritrovo utile e mi avvantaggia sotto tutti i profili, da quello accademico a quello umano. io vivo in Gran Bretagna e chiunque abbia provato ad insegnare all'Universita' in INghilterra si rendera' conto della poverta' culturale (abissale) dei giovani britannici. RAGAZZI PER QUANTO LA SCUOLA ITALIANA SIA IN CRISI NON E' LA PEGGIORE. faccio parte (come presumo molti di voi) di una comunita' che definisco globale. e' vero' che mi ritrovo sulla costa nord-est della scaozia ma potrei essere a New York e comunque sempre circondata da persone di tutto il mondo. ho avuto modo sia durante il mio iter universitario (io ho preso la laurea qui) che durante il master e ora il dottorato di paragonarmi con realta' e preparazioni scolastiche di ogni tipo e nel mio piccolo posso dire: sono orgogliosa di avere frequentato una scuola italiana. e vorrei anche far presente che la differenza, credetemi, si nota perche' non e' un caso comunque sia che per esempio sia io che altri italiani che conosco qui siamo riusciti ad avere borse di studio al contrario di tanti "locali/nativi". come ben si sa in molti casi le borse di studio vanno richieste e raccomandate da insegnati e supervisori e se raccomandano gli italiani e' perche' proprio non siamo da buttare via....

candygirl94: quanti anni hai? ai "miei tempi" di gente che si faceva le unghie al liceo o fumava (e beveva) nei bagni c'era. pero' non siamo ancora arrivati a farci le pere in classe come invece succede qui (non e' un modo di dire). prova un po ad andare nelle scuole di quartiere a Glasgow e vedi cosa trovi.

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ciao tutti,

mi chiamo Nicoletta e sono nuova in questo blog, ma leggendo i vostri post finalmente mi rendo conto di non essere la sola preoccupata per la situazione della scuola italiana
io ora vivo in California dove faccio un dottorato di ricerca in archeologia e allo stesso tempo insegno all'universita. e mi ritrovo in pieno nelle vostre considerazioni!!
mi sono diplomata ormaipiu' di 10 anni fa in un liceo classico di Bologna e nella stessa citta' ho fatto Lettere dove mi sono laureata nel 2004. come voi, sono riuscita -per poco- a "scampare" tutte le riforme o semi riforme del caso e, quindi ricevere un'educazione piu' che decente che, ne sono sicura, mi ha aiutato tantissimo nell'ottenere una borsa di studio negli States.
la situazione descritta da Germano me la ricordo benissimo nei miei ultimi anni di universita': stavo finendo gli ultimi esami "grossi" del mio corso laura e insieme a me studenti del nuovo ordinamento davano lo stesso esame con programmi ridicolmente ridotti e con il professore quasi in imbarazzo a dover "testare" la conoscenza degli studenti.. Gente , magari futuri professori delle superiori, che all'universita' potevano "scegliere" quale secolo della letteratura italiana portare, perche studiarla tutta -oh mio dio- era troppo

ora insegno in california all'universita' e -vi assicuro- il livello e' pari se non inferiore a quello delle superiori italiane (almeno a quelle che ricordo io). il guaio, credo, e' che ci si accorge dei danni solo dopo generazioni, quando_come sta accadendo in italia ora- la gente esce dalle superiori e dall'universita' e nn e' competitiva per niente, non riesce a vedere la "big picture" di Simona.
mi ricordo come se fosse ieri del mio professore di latino e greco (che ovviamente non amavo e dove nn avevo ottimi voti) che diceva: ragazzi, studiare il latino e greco magari nn vi servira' direttamente, a meno che nn vogliate insegnare lettere classiche o lavori relativi- ma vi aiutera' a creare una forma mentis (oddio scusate la "latinata"..) che vi aiutera' a studiare qualsiasi cosa in futuro, vi aiuta a ragionare fuori dalla scatola e a creare connessioni, come ha detto Simona "a mettere insieme i pezzi e a risolvere i problemi.." .in generale credo fosse cosi' anche per altre materie, era l'abitudine a riflettere criticamente, a scrivere riguardo a temi diversi. quello che vedo ora negli states, sono orribli esami multiple choice dove i ragazzi nn sanno nemmeno valutare cosa devono sapere e cosa no, chiedono a noi cosa e' importante "sapere' per l'esame, non pensano criticamente. non voglio fare di tutta l'erba un fascio..non sto dicendo che non sono intelligenti o altrettanto sveglio, assolutamente, ma credo che il sitema sia sbagliato.

e mi stupisco anche di come un sistema dove l'istruzione universitaria e per certi versi "arida" , invece abbia dei corsi post-laura, come dottorati master etc..cosi' validi..e competitivi.. boh..?


e mi preoccupa vedere come tutto questo sta cambiando anche in italia...
.. (ho una sorella di 15 anni che studia in italia)
interagire con gli studenti qui mi fa pensare molto a com'e , com'era e come potrebbe essere la situazione in italia..
parlando con i miei colleghi dottorandi, qui c'e molto l'idea che la scuola pubblica nn funziona e che gli insegnanti "bravi" vanno a insegnare negli istituti privati perche' pagano meglio..
ma NON E" COSI' !! o almeno nn dovrebbe esserlo perche' la scuola pubblica italiana, con tutti i suoi problemi e le sue falle, ha funzionato bene finora..o, almeno, fino a qualche anno fa...

beh, ora devo tornare al lavoro

Nico

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Ciao Simona,

Non credo sia un problema di greco o matematica o cosa la scuola italiana offra che non sia presente nella scuola americana...etc...ma la possibilita` di riflettere e partecipare in una conoscenza collettiva. Il big picture non e` tanto come utilizzare la propria conoscenza nella propria carriera ( la scuola fa qualcosa che la professione non offre e viceversa...scuola e professione non sono e non debbono essere necessariamente correlate), ma
credo che studiare sia fondamentalmente il privilegio di riflettere su cose che sono state "pensate" dal genere umano in passato. E` un cosidetto SENSE OF ORDER questo big picture, ovvero lo studio degli strumenti della razionalita` umana nel catalogare la conoscenza, strumenti utili nel lavoro, ma non e` questo il punto...no? il punto e` che per un periodo, seppur breve della nostra vita siamo chiamati a imparare cose gia` fatte da altri e a vedere come spettatori (un privilegio), prima di entrare nella massa di persone che sgomitano per muovere il field professionale di mezzo inch nella loro carriera. It is simply the luxury of learning what happened in several centuries of humanity instead of in the current present.

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A settembre portero' mio figlio (14 anni) a New York - da Milano - in una scuola pubblica della Big Apple.
Cercando su Internet ho trovato scuole eccezionali a cui ho fatto domanda e, anche se non abbiamo ancora deciso, comunque sara' un passo avanti credo rispetto alla pur buona (per lo standard nazionale) scuola che frequentava qui a Milano.

E non lo dico io, lo dice il preside della (ormai ex) scuola di mio figlio che "la scuola italiana e' quella che e'".

Comunque vi sapro' dire tra 6 mesi come va.

Marco

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