In questo blog si parla di avvii, di rinuncie, di successi, di nostalgia, di sogni che non si vogliono trasformare in rimpianti. Partenze, treni presi di corsa per cogliere l'occasione.
Ho avuto la fortuna di conoscerti, cara Monica, cinque anni fa.
Anch'io tentavo di afferrare un treno ma le mie spalle erano troppo curve e la dicevano lunga su quanto poco mi considerassi (e la paura che avevo a "buttarmi").
Tu cercasti di farmi ragionare, mi spiegasti che quel master poteva essere il mio treno. Non ti ascoltai e mi avvitai in un dolore che mi fece letteralmente scoppiare.
Incassai il mobbing, buttai alle ortiche il mio lavoro, i miei sogni.
Per lungo tempo ho compiuto tour in ospedale, anzichè ritornare a scrivere.
Ora, per una strana coincidenza del destino, mi ritrovo a studiare con attenzione il bando di concorso del master in alto giornalismo indetto da Mediawatch.
Se non è un treno, cos'è?
baci
sonya
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