cervelli in fuga

CERVELLI IN FUGA- il sito dei giovani professionisti italiani all' estero

Di nuovo un saluto a tutti. Oggi vi scrivo per portare un aggiornamento riguardo la mia esperienza, e per condividere con altri quello che sto vivendo.

La premessa da fare e' che ho vissuto in America per 13 anni, vivendo sempre nel mondo della ricerca universitaria a vari livelli, a cominciare dal ruolo di studente fino all'ultimo incarico di docente di informatica.

Sono tornato in Italia questo Settembre, completamente distrutto da cosi tanti anni fuori casa, vari episodi di malattie di famigliari molto stretti vissute in maniera molto pesante "via telefono", ed infine con la nostalgia di una vita in Italia che non era niente male.

Ricetta disastrosa!!! E soprattutto la parte della nostalgia, che e' sempre ed inevitabilmente legata ad un ricordo. Sottolineo "RICORDO".

Per creare la versione "Bignami" di quello che sto apprendendo sulla mia pelle ora dopo ora, ecco dei consigli:

1) Non tornate in Italia a meno che non ci sia un contratto gia' firmato - Sto mandando curriculum in molte aziende, e come risposta il silenzio piu' totale. Se mi avessero risposto con un "vaffa" ero piu' contento.

2) I ricordi appartengono al passato - Soprattutto per coloro che hanno lasciato il paese da piu' di 5 anni, in Italia le cose non sono cambiate, ma siamo cambiati NOI.

3) Accertarsi che le ragioni del rientro siano legittime e reali, e non solo frutto della nostra percezione di certe situazioni - Per esempio, una delle cose piu' difficili da vivere sono le relazioni al telefono con una persona a noi importante che sta male. Vorremmo fare chissa' che, e a volte ci sentiamo anche in colpa per il fatto che siamo lontani. Immedesimandoci nella persona che sta male, pensiamo che, se noi stessimo cosi, sarebbe bello avere Babbo Tizio, Fratello Caio o Amico Sempronio accanto. Ebbene, all'estero tante volte si e' soli, ma coloro che vivono nel paese di origine sono in tanti. C'e' chi da una mano, e noi non siamo sempre indispensabili. Non dimenticatevelo. Almeno per quello che riguarda la mia storia, chissa' quante volte mi sono scordato proprio questo fatto e mi sono incartato da solo per settimane.

4) Armarsi di medicinali per lo stomaco - Almeno qui a Roma il rispetto tra esseri umani e' INESISTENTE. Uno sconosciuto tratta molto meglio un cane trovato per strada rispetto ad una persona che magari sta li a guardare una vetrina e che non si aspetta minimamente di ricevere una gomitata sui reni di li a pochi secondi perche' e' sulla traiettoria psicologica del Sig. Rossi, a passeggio con la tipa mentre parla al cellulare. Se venite da un paese civile e, come me, vi infuriate quando non si rispetta il prossimo, allora lasciate lo stomaco alla dogana, vi conviene.

5) Fate tradurre qualunque titolo acquisito all'estero dal consolato responsabile della vostra zona, se possibile - Un consolato italiano all'estero e' spesso un concentrato di uffici che, una volta tornati, si possono trovare a svariati chilometri di distanza se non addirittura in localita' diverse. Senza parlare di un eventuale bisogno di utilizzo di mezzi pubblici, che si riflettono in giornate perse tra un ufficio e l'altro. E l'animazione di Bozzetto intitolata "Italy vs. Europe" e' la sacrosanta verita', soprattutto per quello che riguarda la burocrazia.

6) Fatevi una vacanza IN LOCO, prendetevi le ferie PRIMA di decidere se tornare. Non dite "tanto torno in Italia e per un mese non faccio niente, mi riposero' allora". Siate sicuri di tornare a mente lucida, in modo che il rientro sia davvero la scelta giusta. E se durante quel periodo di vacanza decidete che, effettivamente, eravate solo stanchi, al ritorno avrete ancora un lavoro ALL'ESTERO. Non che sia difficile trovarne un'altro (sempre all'estero), ma almeno non dovrete tornare da IKEA per ricomprare i mobili che avete regalato agli amici prima di partire.

Molti di voi sorrideranno leggendo questa piccola lista. Molti mi prenderanno anche per una persona ingenua. E forse avete anche ragione. Ma purtroppo, nel bel mezzo di un trasloco internazionale, a tante cose non ci si pensa, soprattutto, quando si e' stanchi e la testa ci fa brutti scherzi.

Cosa faro' io? Appena finisco sia la pazienza che la scorta di pasticche antiacido (ne ho ancora sei, forse me ne compero un'altra scatoletta) riprendo il primo aereo diretto verso un paese civile, dove la voglia di fare non e' ostruita da baroni, politici e posti assegnati ad amici di amici. Dove il dipartimento di Medicina Legale (che richiede che i propri docenti sappiano fare un'autopsia) non da una cattedra ad una tipa laureata in Giurisprudenza solo perche' e' figlia del rettore della Sapienza (che per lo meno e' medico). Dove la meritocrazia, anche se non messa in atto nella sua forma piu' pura, e' una parola che almeno esiste nel vocabolario sociale.

Pero' in Italia se magna bene. Che tipo di "mangiare"? Lascio a voi l'interpretazione.

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Risposte a questa discussione

Condivido..Io vivo in olanda, dove sto facendo la tesi,ogni volta che torno mi vengono i brividi.
guarda ho visto i sobborghi di londra, che sono abbastanza pericolosi, pero' non so le cose che ho visto in italia mai da nessuna parte, sono tornato due mesi fa a roma per esami: 4 autobus puzzavano di..guarda non ve lo dico neanche che mi vergogno...poi la gente.. ma e' di una volgarita' da fare paura..
e'vero 'abitando all'estero alcune cose non le sopporti piu' ..
a me dispiace dirlo ma contrariamente a quanto tutti sostengono i rapporti umani in italia sono una cosa terrificante, e' forse la prima cosa che uno coglie degli italiani (anche di quelli che stanno all'estero)
ciao giovanni sono molto colpita dal tuo messaggio, soprattutto la parte dei parenti lontani... sai qui in sicilia mascherano l'invidia per la mia posizione dicendo spesso e volentieri che dovrei vergognarmi perchè sto lasciando mia madre sola... ma vabbè...
Comunque ti rispondo anche per avere delle notizie pratiche: dunque io sono una laureanda in Scienze Politiche che ha vinto una borsa di studio per Washington DC, quello che volevo sapere innanzitutto è come stipulare un'assicurazione medica. Sul sito del ministero degli esteri dice che è opportuno farla data la sanità americana, ma dato che starò via solo tre mesi non saprei dove e come stipularla... devo andare alla Asl oppure in una compagnia privata?
Inoltre volevo sapere se esistono dei corsi di inglese che si possono fare senza pagare 700 dollari per un mese di lezione... insomma tipo i corsi straccioni per immigrati!
Grazie mille... e si.è vero che a roma la gente non sa proprio dove sta di casa l'educazione, un po come a catania, saranno i grandi centri a legittimare la maleducazione?
Ciao Alessandra,

Prima di tutto ti ringrazio per l'interessamento a quello che ho scritto. Io mi trovo a Baltimora, quando arrivi a Washington fammi sapere, se ti va di vediamo per una pizza.

Per quello che riguarda l'assicurazione, il discorso e' complesso. La prima cosa che devi vedere e' il tuo visto. Se entri nel paese con un visto F1 oppure J1 ci sono dei requisiti molto particolari che quasi sicuramente non riuscirai a trovare nella maggior parte delle polizze che si vendono in Italia. In questo caso ti conviene contattare l'ufficio degli studenti internazionali oppure gli addetti agli scambi culturali e chiedere se hanno polizze disponibili tramite la loro istituzione. Se invece non ci sono vincoli per quello che riguarda la copertura puoi contattare o il CTS oppure le compagnie stesse (Nuova Tirrena, Generali, ...) e chiedere loro che tipologie di copertura hanno. Se comunque prendi l'assicurazione NEGLI USA preparati a pagare un botto perche' un livello di copertura medio ha costi ridicoli.

Per quello che riguarda il corso di Inglese, ti puoi iscrivere ad un Community College. Ce ne sono tanti, sono delle universita' in miniatura che rilasciano lauree brevi. Fanno anche corsi di inglese per non madrelingua. Pero' ti devi un po' coordinare con il semestre accademico. Un'altra cosa che puoi fare e' contattare l'ambasciata italiana a Washington e farti dire da loro (good luck) se hanno corsi che ti possono raccomandare.

Per quello che riguarda la maleducazione non so proprio cosa dirti. La parte in me che vede il bicchiere mezzo pieno spera effettivamente che siano solo quelle poche persone con cui mi sono trovato ad avere a che fare che sono incivili dentro. Ma credo che sia un fatto piu' sistemico. Credo che l'insoddisfazione personale che deriva anche dallo stato sociale dell'italia non aiuti. Sicuramente nei centri piu' grandi, come hai detto tu, l'ignoranza e' molto piu' benaccetta. Spero in uno sconvolgimento repentino che fara' cambiare l'italia. Di voglia di cambiamento ce ne e' tanta. Ma la maggior parte non fa niente e chi ci prova viene bastonato finche' non torna nel gruppo oppure emigra.

E tanto per continuare la mia saga, me ne sono tornato in America ad Agosto, con l'amaro in bocca.

A presto, e fammi sapere se quello che ho scritto non e' chiaro o se hai bisogno di altre informazioni!
Giovanni
Sebbene la mia conoscenza della lingua italiana è limitata, devo dire che voi parole hanno mosso realmente il mio cuore oggi e sempre. Questa è un discusion molto interessante.

Ciao!
Caro Alessio,

Ti ringrazio a malincuore per avere ulteriormente convalidato quelle che effettivamente non sembrano essere solo mie sensazioni. Spero davvero che tu abbia ragione per quello che riguarda la crisi. Questo vorrebbe dire che, una volta che la ripresa effettivamente comincera' ad avvenire, anche alcuni dei problemi a cui fai riferimento cominceranno a scemare. Ma, francamente, credo che questa incivilta' sia frutto di ben altro.

Goditi Dublino, l'Irlanda, e il mondo intero. L'Italia? Un paese stupendo, con una cultura unica al mondo, che viene sistematicamente ed assiduamente ronivato, giorno dopo giorno, da alcune persole piccole di pensiero che si preoccupano solo del proprio orticello. Persone che rappresentano una minoranza purtroppo ben distribuita.

Un saluto e grazie per il tuo commento! Good luck,
Giovanni
ehi ciao!!! mamma mia che programmaccio hai fatto all'Italia..beh, non hai torto; vorrei però distinguere tra Italia del sud, del centro e del nord, tre realtà molto diverse...se vogliamo anche i Francesi non brillano per educazione per esempio...io parlerei con lo spirito di Garibaldi se può ridividere l'Italia, sarebbe molto meglio. ognuno ha le sue peculiarità e problematiche. io sono stata all'estero...beh, come ci si diverte in Italia...è difficile altrove e poi, dimmi un po', esponente maschile....ma non lo sai che i boys italiani non li batte nessuno? (forse i sudamericani!) bye
Cara Michela,

Sul fatto che in Italia ci si diverta molto piu' che in altri paesi hai assolutamente ragione. Pero' mi viene spontaneo chiederti se ti riferisci all'Italia del nord, centro oppure sud.

Effettivamente dovremmo addirittura parlare di Europa, visto che siamo parte di questa unione. Il concetto nazionale pero' rimane, date secolari radici che oramai forse fanno addirittura parte del nostro genoma. Ma comunque preferisco parlare di Italia perche' questa e' la realta' in cui ci troviamo.

Dove sei stata all'estero? Che hai fatto mentre eri fuori?

Per quello che riguarda i boys (o le girls nel mio caso), quelle sono preferenze personali.

Giovanni
ciao! sono stata a Parigi, dove ho lavorato in una azienda informatica e in una casa editrice new age e a New york, dove ho studiato comunicazione, un po' di finanza e ho lavorato in una maison di moda e per una società di capitali libanese. ho fatto studi di comunicazione e marketing. Non solo studiavo o lavoravo,ma ho ballato la salsa, andavo in palestra...ho cercato di esplorare la città!!! chiaramente broadway era il mio punto fisso!!
ho un po' di nostalgia per queste situazioni, stare all'estero ti insegna a cavartela da solo e a tirare fuoti il meglio di te...e la tua esperienza abroad com'è?
Sono partito nell'ormai lontano 1995 per fare un anno di scambio culturale al liceo in America. Sono andato a finire nei pressi di Washington. Poi, tra una cosa e l'altra, mi hanno preso all'universita', dove ho finito gli studi nel 2007. Il campo che piu' mi interessa e' quello dell'informatica, poi applicato a vari settori. Ho provato a tornare in Italia nell'agosto 2008, ma le cose non sono andate proprio come mi aspettavo. A dire il vero non sono andate quasi per niente, e nel settembre 2009 me ne sono tornato in America a fare quello che facevo prima. Insegno informatica presso l'universita' dove ho studiato. Non e' un'universita' molto nota ma riesco a fare quello che mi piace. Ovviamente ho viaggiato abbastanza in questi anni, un po' per lavoro ed un po' per piacere. Ora sono a Roma, dato che l'anno accademico non riprende fino a fine gennaio: mi sto godendo un po' di vacanze e lavoro da casa con la mia famiglia, dato che sono rimasti tutti qui.
Hai assolutamente ragione per quello che riguarda qualunque esperienza all'estero. Se un giorno avro' dei figli vorrei davvero che vivessero anche loro quest'avventura. Per ora mi godo casa, Roma ed il divertimento che, come dicevi giustamente, si trova bene in Italia, per poi tornare al lavoro la prossima settimana.
wow! una mente matematica!! beh, roma è stupenda...io sto a Bologna e sto congelando, ma mi sa che lì fa più caldo...di sicuro quando arrivano i figli tanti viaggi non si possono più fare.. perciò, meglio approfittare prima! beh, buona vacanza e buon lavoro...
perchè non ti iscrivi ad un corso di yoga? secondo me è meglio delle pasticche!!!
ciao Giovanni,

purtroppo io sto vivendo la tua stessa situazione. Hai analizzato alla perfezione cio' che spesso succede quando si e' lontani, la paura, i sensi di colpa, l'ingigantimento di tante piccole cose.
Sono a tornato in Italia dopo aver vissuto 4 anni a New York, dove facevo il ricercatore in Universita'.
E' molto vero quando dici che forse l'Italia non e' cambiata, ma di certo siamo cambiati noi. Credo che i caratteri personali incidano molto in questo tipo di dinamiche. Io, e come mi pare di capire anche tu, mi sono adattato benissimo alla realta' americana e l'ho fatta mia. Il ritorno qui in italia e' stato un trauma ed una delusione incredibile. Sono circa 3 mesi che sono tornato, e la voglia di ritornare in un luogo civile e' enorme. Non credo durero' ancora a lungo.

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