Nel blog “L’Italia vista da fuori: un cammeo targato Financial Times”, parlavo del problema della immagine del Nostro Paese all’estero, un’immagine che -ahimè- e’ spesso sinonimo di malcostume, mala amministrazione, “corna” varie ed assortite. Parlavo inoltre del ruolo che noi italiani allo estero possiamo svolgere nell’aiutare a costruire un’immagine diversa dell’Italia; un’immagine che si basi sulla professionalità, la competenza, il sapere e volere rimboccarsi le maniche, che e’ tipico di chi ha il coraggio e la determinazione di lasciare casa e famiglia per cercare di crearsi un futuro con la F maiuscola!
Mi ha colpito la risposta di Diego al mio blog in quanto ha focalizzato l’attenzione su un punto molto importante, ovvero quali sono i valori della Italianità che vogliamo difendere e perché. Condivido con Diego che noi Italiani non abbiamo un’identità nazionale su linee analoghe a quelli di tanti altri nostri partner europei quali i Francesi. Tuttavia, ci sono valori che ci accomunano e che vale la pena difendere e coltivare.
Innanzitutto, c’e’ il dato della creatività, inteso come saper pensare “out of the box”: questo e’un asset in tutti i settori, non solo l’arte e la moda perché aiuta nel trovare soluzioni ed essere innovativi. E questa creatività e’ nel DNA del nostro popolo nel positivo e nel negativo. Nel positivo, siamo inondati di opere d’arte e bellissime città; nel negativo, c’e’ il famoso atteggiamento del “fatta la legge, fatto lo inganno”.
C’e’ inoltre il valore della famiglia, spesso scherzosamente associato alla immagine dello italiano mammone che non vuol lasciar casa e della mamma chioccia che fa la pasta. Sono consapevole che parlare di famiglia come valore possa espormi a molte critiche da parte di chi associa il concetto di famiglia ad una cultura conservatrice e cattolica. Ma il valore della famiglia sta nel ruolo più ampio che essa ricopre come network di supporto, come fonte di stabilità per lo individuo: poter andare a giocare nel parco perché si va assieme a dieci cugini, sapere che qualcuno verrà a trovarti se stai male allo ospedale, il rito di sedersi a tavola assieme per cena, fonte di animate discussioni che spesso diventano sessioni psicanalitiche di gruppo (la stessa funzione catartica senza la parcella dell’analista; un vero affare!)…Famiglia e’ tutto questo e anche di più!
C’e’ infine il cosiddetto saper vivere che a prescindere dai facili stereotipi che lo traducano in vino e mandolino aiuta a rendere la quotidianità più ricca e piacevole. Alla fin fine, la vita e’ poi solo la somma di tanti momenti, alcuni con la M maiuscola, altri semplici gesti quotidiani. Ed e’ proprio nella semplicità dei gesti quotidiani che il sapere vivere fa la differenza; bere un caffè per assaporarne e gustarne appieno l’aroma e’ molto diverso (e ben più piacevole) che berlo soltanto per l’energia della caffeina.
Perché ritengo sia importante, specialmente ora, sottolineare questi valori dell”italianità? Senza dubbio, degli aspetti negativi dell’Italia già si parla ampiamente, quindi credo sia appropriato mettere in risalto anche il positivo per dare un’immagine più bilanciata. Ma oltre alla dimensione puramente italiana, mi sembra importante in generale metter l’accento sugli aspetti positivi dei valori della nostra (o altre) culture ed identità perché occorrono messaggi positivi e nuovi in un mondo che sembra perder sempre di più la fiducia nelle sue istituzioni, nelle sue regole (vedi I recenti scandali politici in paesi come la Gran Bretagna), ma in cui c’e’ bisogno di costruire modus operandi e basi di convivenza diversa per poter affrontare i grandi nodi che vanno dalla questione ambientale ai cambiamenti demografici. Francamente non credo che l’Italia dei “rifiuti Napoletani”, della Casta possa giocare un ruolo d’impatto nel contribuire a costruire nuovi equilibri mondiali; per questo continuo e continuerò a fare il tifo per l’Italia della creatività e della positività ovunque essa si trovi: dentro o fuori dai patri confini.