Dagli USA assisto molto ai diversi dibattiti che si fanno in Italia sui giovani laureati, il precariato, il lavoro,.......
Secondo me il problema è troppo decentrato verso il lavoro sicuro, il contratto a tempo indeterminato,... e non sulla qualità del lavoro di cui i giovani laureati si occupano.
In altre parole, vedo che in Italia molta gente laureata con delle qualità è ridotta a fare dei lavori miseri. Per cui l'Ingegnere fa il disegnatore, l'architetto fa il geometra, l'economista fa il ragioniere, .....
Questo accade perché troppi giovani pensano solo al posto fisso.
Ma quel punto che valore ha un contratto a tempo indeterminato?
Secondo me sarebbe molto meglio alzare per legge gli stipendi minimi per i giovani laureati liberalizzandone completamente il contratto di lavoro: la prestazione professionale di alto livello deve prescindere da criteri come scatti di anzianità, straordinari, contratti indeterminati,.....
In questo modo anche la qualità ed il livello del lavoro si alzerebbero e tutto il sistema ne beneficerebbe.
In altre parole, un neo laureato deve essere pagato almeno 2-3000 euro al mese, e l'azienda lo può scaricare quando vuole.
In questo modo i gli ingegneri validi diventerebbero manager, mentre quelli non validi tornerbbero a fare i disegnatori. Il sistema attuale invece tende ad equalizzare tutto verso il basso, deprimendo i talenti e favorendo gli "imboscati".
Un anno e mezzo fa ho lasciato l'Italia per venire in USA, avendo firmato un contratto in cui c'è chiaramente scritto che questo può essere rescisso da entrambe le parti in qualsiasi momento senza preavviso e senza obblighi reciproci. Più precario di così......
Eppure a distanza di un anno l'azienda per cui lavoro è disposta a pagare oro per trattenermi.
Nel business moderno l'unico driver che veramente funziona è il denaro, solo facendo leva in maniera giusta sull'investimento vs. il ritorno la società può progredire.
Vorrei sentire diverse opinioni sul tema, perché lo ritengo molto attuale e spesso trascurato.
Cordiali Saluti
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