cervelli in fuga

CERVELLI IN FUGA- il sito dei giovani professionisti italiani all' estero

Buongiorno a tutti.

Sebbene non sia un cervellone né tantomeno mi ritenga poi così tanto in fuga, ho ritrovato alcuni pezzetti della mia vita in molti dei vostri post.

Sono una veterinaria di animali selvatici; per cui sono una di quelle disgraziate che, oltre ad avere la passione per la medicina e per gli animali, ne ha un’altra ancor più difficile da gestire… specialmente in Italia dove bisogna aspettare fantomatici concorsi con scadenza a 15 giorni o che qualche collega vada in pensione ( già avere un veterinario è grasso che cola…  un secondo sarebbe una spesa inaffrontabile - altrimenti come farebbero i poveri dirigenti senza smartphone!).

 

Sono ancora in fase di recupero da un’overdose di sensazioni e avventure vissute in un anno e mezzo di volontariato nella giungla amazzonica e in una breve ma entusiasmante esperienza con gli orsi in Germania. Per i non addetti al lavoro parrà strano parlare di selvatici e andarsene a lavorare con scimmie, caimani e pappagalli da una parte e, con orsi o rapaci, da un’altra.

Questo perché si è abituati al pappagallino tenuto in casa propria, a guardare il Grande Fratello, senza pensare ai suoi cospecifici che volano liberamente nei cieli del Sud come i nostri merli e passerotti qui da noi. In poche parole, il selvatico diventa esotico una volta passate le frontiere del proprio habitat naturale.

 

 Ma non mi dilungo oltre e aggiungo solo che la soddisfazione di veder di nuovo libero un gufo o una scimmia scoiattolo, rispettivamente, nei boschi italiani ed ecuadoriani, dopo una brutta frattura o un tentativo di commercio illegale, è un qualcosa di più che meraviglioso e inesprimibile.

 

Naturalmente non è tutto rose e fiori e qui diventa obbligatorio spiegare il concetto della non fuga! Quando si viaggia per tanto tempo, con gli occhi aperti e non con la tattica “scatta la foto, avanti un’altra città”, si impara a chiudere un occhio quando vedi un padre di famiglia, con una cordicella in una mano e briciole di pane nell’altra, nel tentativo di adescare piccioni per mangiarli. E ci si indigna quando uno Stato riconferma per altri 10 anni il nucleare pur avendo tutto il popolo contro. Ci si rende conto che ogni mondo è paese e che i problemi, seppur con diversa intensità ed entità, esistono dappertutto.

Quando si arriva a questa consapevolezza, di conseguenza, ci si rende conto che non c’è via di fuga e si intraprende una ricerca del luogo dove, se non altro, sembra possano esserci maggiori possibilità di lottare e trovare… soddisfazioni.

È questa necessità, unita - non posso comunque negarlo - alle strane e tristi vicissitudini italiane, che mi porta alla ricerca frenetica di annunci di lavoro all’estero, all’invio altrettanto scatenato di curriculum, al non riporre gli zaini in cantina e al tener pronti i documenti tradotti… vicino alla caffettiera in formato tascabile!

 

p.s. Buon 2011 ^-^

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Commento da Paola Marchese su 15 Luglio 2011 a 4:10

Anch'io sono una collega!! Vedo che non sono l'unica che cerca di andarsene! Io mi occupo di animali da compagnia, ho cercato di styudiare qualcosa sui pet "esotici", ma mi sono resa conto che dovrei fare solo quello e ho lasciato perdere -non potevo abbandonare i miei ammati pazienti felini!

In bocca al lupo!

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